Blog a confronto: Affinità (Elettive?)
Accantonato, momentaneamente, il malcontento, o piuttosto lo scoramento, provocato dalle ultime notizie di chiusura da parte di bloggers “storici”, bevuto il caffé del
red’s bar “just in time” perché stava per riabbassare la saracinesca, aspettando ora il cappuccino di
panbagnato, in attesa di trepidante risposta alla mia domanda da parte di
politburo,
torno alla mia rassegna blog leggendo un “vecchio” post, “Ma le persone si sentono così sole?”,
di
billy
sul quale lo stesso billy ed io abbiamo scambiato due brevissime considerazioni; considerazioni che si leggono sempre sul blog di billy alla voce “commenti”.
C’é anche un altro post, “Blogosfere”, di
vololibero sul quale, pure, ho lasciato un breve commento, post che, anche se attiene a un differente aspetto della questione, ugualmente investe lo stesso campo di discussione, e cioé quello dei “rapporti” che si creano tra le persone in rete .
La riflessione di Billy investe gli utenti che usano la rete per cercare nuove amicizie, e pone in evidenza come tale mezzo di ricerca sia ormai ampiamente diffuso col rischio, per gli utenti stessi, di restare chiusi nell’ambito del virtuale, cosa che finirebbe col far perdere i contatti con la realtà producendone l’effetto contrario, cioé quello di restare incastrati in quella solitudine dalla quale si é cercato di evadere.
La riflessione di vololibero si limita, invece, a quella parte di rete, la cosiddetta “blogosfera” la quale, a dispetto della sua vastità, dimostrerebbe un certo “provincialismo” che si esplica nell’interloquire solo con propri “affini” ciò che sfocierebbe nella creazione di tante mini-comunità nelle quali interagisce sempre lo stesso gruppo di persone che tende così a scartare ciò che é diverso.
Trovo l’analisi di vololibero (analisi che, tra l’altro, é stata oggetto di miei precedenti interventi) corretta ed esprimo la mia contrarietà all’interazione sempre e solo con bloggers “affini”, anche se occorre precisare che é estremamente difficile barcamenarsi in rete per cercare di restarne il più distaccati possibile, per evitare cioé di cadere nella trappola di crearsi una “famiglia” virtuale, che non farebbe altro che riprodurre in rete le dinamiche della vita reale.
di passim | 18/01/2004